Responsabilità sociale

La Responsabilità Sociale rappresenta uno degli obiettivi strategici dell’Unione Europea, presentato in occasione del Summit di Lisbona del 2000 come CSR (Corporate Social Responsibility) è stato al centro dell’attenzione da parte del nostro Governo attraverso il Ministero delle Politiche Sociali e del Lavoro come strumento che renderà l’Italia più competitiva, assicurando al tempo stesso una maggiore coesione sociale, un elevato livello di tutela dell’ambiente ed il rispetto dei diritti fondamentali.
La Responsabilità Sociale viene definita dal Libro Verde della Commissione europea (2001) come “integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate”.

L’attività di responsabilità sociale può esemplificarsi come segue:

1. Responsabilità Sociale esterna

  • corretta applicazione della normativa e delle disposizioni vigenti;
  • gestione e tutela degli impatti ambientali con i quali le imprese interagiscono, rispetto al territorio di riferimento e agli ecosistemi.

2. Responsabilità Sociale interna

  • corretta applicazione della normativa di legge, contrattuale e delle disposizioni vigenti in materia (auditing, certificazioni, bilanci etici, report tematici, ecc...);
  • corretta gestione (anche amministrativa), valorizzazione e fidelizzazione delle risorse umane utilizzate (inquadramenti, tutele sociali, strutture retributive, relazioni sindacali, dequalificazioni e mobbing, ecc...);
  • tutela dell’igiene e sicurezza degli impianti e dei luoghi di lavoro.

3. Responsabilità Sociale esterna/interna

  • iniziative sociali: assistenziali, previdenziali, promozionali, formative, donazioni, sponsorizzazioni, ecc...

L’impresa, adottando comportamenti socialmente responsabili, attiva anche un processo utile in maniera diretta al proprio sviluppo. Secondo i più recenti studi, l’attività di Responsabilità Sociale contribuisce, in una prospettiva di lungo periodo, alla creazione di valore ed è quindi in grado di generare un vantaggio competitivo per l’azienda. Tale attività non deve, pertanto, essere considerata come un costo, ma come un elemento che condiziona positivamente la performance dell’impresa e la sua competitività, migliorando le prospettive di sviluppo e diminuendo il profilo di rischio.
In un mercato dove il cambiamento continuo e l’innovazione impongono aggiornamento costante e dove spesso il prodotto stesso è costituito da informazioni e quindi per sua natura intangibile, il rendimento dell’impresa dipende sensibilmente da elementi quali il valore della conoscenza, la capacità di comprendere e fare proprie le innovazioni, l’affidabilità e in ultima analisi la reputazione.
E’ chiaro quindi che in quest’ottica l’attività della Responsabilità Sociale può conferire all’impresa un vantaggio competitivo, poichè contribuisce a generare fiducia nelle controparti esterne e interne dell’impresa.

Secondo i principi della Responsabilità Sociale l’impresa è invitata ad adottare comportamenti improntati alla correttezza e al dialogo nei confronti di ogni soggetto che intrattiene relazioni con l’azienda (Risorse umane, Soci / Azionisti, Clienti, Fornitori, Pubblica amministrazione, Comunità, Ambiente).
In particolare, con riferimento alle risorse umane, l’azienda non deve fermarsi al rispetto degli obblighi legislativi di salute e sicurezza del lavoro, ma deve autoregolamentarsi secondo una gestione più evoluta del personale.
Nel caso il datore di lavoro segua una corretta attuazione dei modelli di Responsabilità Sociale risultano infatti chiari i benefici: l’impresa che adotti questo approccio, attirerà il personale più qualificato, riuscirà più facilmente a mantenerlo in azienda e grazie al miglioramento del clima aziendale, aumenterà la motivazione e la produttività dei collaboratori.

Il Libro Verde della Commissione europea riporta a questo proposito le conclusioni di una ricerca del 2001: “ci si aspetta che un’impresa socialmente responsabile registri benefici superiori alla media poichè la sua attitudine a risolvere con successo problemi ecologici e sociali può costituire una misura credibile della qualità della gestione”.
Oggi, dopo i primi anni di sperimentazione e attuazione di politiche socialmente responsabili, è sufficiente analizzare le statistiche per notare come tali attività migliorino la produttività aziendale, implicando inoltre uno sviluppo sostenibile e quindi duraturo per l’intero sistema economico.

Attività dello Studio:

  • analisi della corretta applicazione della normativa e delle disposizioni vigenti;
  • studio e valutazione delle forme di valorizzazione e fidelizzazione delle risorse umane;
  • studio e valutazione delle opportunità di formazione delle risorse umane.
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